Cari genitori, oggi provo a rispondere alla domanda: ma a cosa serve davvero il pensiero computazionale e come aiuta i bambini nella loro vita ogni giorno?

Lo facciamo con un esempio, un racconto di una cosa successa ieri e sulla quale ho fatto questa riflessione: spiegare la fotosintesi clorofilliana a mia figlia, 8 anni, 3 elementare.

Ieri, come sempre, ho affrontato la mia giornata piena di impegni di lavoro e ricca di novità, sempre dedicata a ciò che di meglio possiamo offrire a voi che ci sostenete e seguite con grande attenzione. E come ogni giorno, è arrivato anche il momento di dedicarmi a lei, la mia bambina.

“Mamma, mi spieghi cos’è la fotosintesi clorofilliana?”

Beh, care mamme, mi sono improvvisamente trovata di fronte ad una grande sfida, quella che affronto con i vostri bimbi quotidianamente. Come poter spiegare a una bambina di 8 anni un argomento così complicato come questo?

Mi sono detta che la prima cosa da fare era “scomporre quel problema”, provando a rendere visibile anche a lei  un concetto a me chiaro. Beh certo uno sforzo grande perché essendo biologa avrei potuto riempire questo racconto di parole difficili e complicare invece che risolvere.

Da cosa partire

Dal problema (la fotosintesi) e scomporlo in tanti piccoli attori e passaggi. Poi si aggiungono le relazioni tra questi attori ed il gioco è fatto.

La fotosintesi è un processo, quindi un algoritmo di relazione tra alberi, radici, foglie e sole.

Costruiamo le righe del nostro codice

“Partiamo dall’inizio. Le piante devono mangiare per vivere, Sara, e non potendo muoversi hanno bisogno che le radici prendano dal terreno ciò di cui hanno bisogno, e cioè acqua e sali minerali. Presi. Dove li portano? Attraversano tutto il fusto, i rami e raggiungono le foglie. Una volta arrivate qui, che succede? Qui siamo nella parte più importante del percorso, è infatti esattamente nelle foglie che avviene la FOTOSINTESI, ovvero la trasformazione dei sali minerali presi dalle radici, in cibo per la pianta. Come? Le foglie hanno tanti piccoli fori da cui assorbono l’anidride carbonica presente nell’aria; inoltre in esse c’è la CLOROFILLA, sostanza capace di catturare l’energia del sole. A questo punto abbiamo tutto ciò che serve per la “trasformazione”: acqua, sali minerali, anidride carbonica ed energia solare che si trasformano in “linfa elaborata” (cioè cibo per la pianta) e nello stesso momento liberano ossigeno nell’aria. Può non avvenire questa trasformazione? Certo, SE mancano sali minerali e sole ALLORA la fotosintesi non avviene, e QUINDI la pianta muore. Fine.”

A questo punto, Sara ha preso il gessetto e ha iniziato disegnare il processo.

Non solo ha approcciato il problema complesso in modo strutturato, ma le era chiaro.

Sara ha fatto un ottimo esercizio di allenamento del suo pensiero computazionale (ed anche noi).

LOREDANA CHINA, stem education designer

 

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