Care mamme, cari papà, cari educatori

Che rapporto hanno i bambini e la tecnologia? Perché consideriamo esperti i nostri nativi digitali? E come aiutarli a crescere? Quante ore è giusto che trascorrano con gli smartphone o i tablet ogni giorno? Quali applicazioni sono più educative?

So che queste domande le affrontate ogni giorno. Senza tutti gli strumenti per rispondere.

Scrivo questo post per provare ad aiutarvi.

  1. Un’ affermazione non vera: In realtà le nuove generazioni non sono così esperte, anzi. Utilizzano la tecnologia che li circonda senza piena consapevolezza di quanto potrebbero essere un’opportunità gli strumenti che hanno intorno. Questa loro abilità e velocità di utilizzo spesso ci mette in difficoltà, perché magari pensiamo di non essere bravi quanto loro. Invece loro hanno bisogno di noi per crescere sani nella complessità del digitale.
  2.  Il tempo non incide quanto il contenuto: non è questione di quanto tempo, ma di come insegnare ai nostri figli un rapporto da protagonisti attivi di tecnologia e non da consumatori passivi. Crearla invece che usarla, smontarla invece che ricomprarla, ripararla invece che gettarla. E per farlo abbiamo bisogno di voi.

Invece è arrivato il momento di ricostruire un nuovo rapporto tra noi genitori, i figli e la tecnologia. Che non sia basato sul tempo di utilizzo, ma sulla qualità delle attività che insieme facciamo.

Anche per questo è nata Tinkidoo, per dare a tutti voi genitori la possibilità di

  • capire il mondo digitale e le sue opportunità ed i suoi rischi
  • decidere quali attività educative scegliere per educare le nuove generazioni ad essere creativi con il digitale
  • imparare cosa c’è dietro la tecnologia, il suo linguaggio i suoi strumenti.

Vuoi sapere di più sul nostro approccio?

 

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Perché si dice così spesso che i bambini debbano imparare a programmare?

Perché il codice è la lingua della tecnologia. Se la apprendiamo potremo utilizzarla anche come opportunità. E poi perché imparare il linguaggio di programmazione stimola i bambini al pensiero computazionale.

E cos’è il pensiero computazionale?

  • Un allenamento utile per affrontare nel modo corretto i problemi complessi che abbiamo di fronte ogni giorni
  • Un modo per rendere questi grandi problemi, tanti piccoli blocchi da risolvere e sistemare, così da allenarci a semplificare
  • Il filtro attraverso il quale possiamo guardare i problemi in modo diverso, creativo e farli diventare opportunità.

Ed è la strada per avere più opportunità nel mondo del lavoro.

**ATTENZIONE**: non pensiamo che i vostri figli debbano diventare programmatori. Anzi. Ciò che dobbiamo fare è passare loro gli strumenti, aprire la scatola della tecnologia e far decidere a loro quali oggetti utilizzare.

Un esempio?

Tinkidoo è una startup che opera nel digitale. Il digitale è per noi la casa per far crescere l’azienda, ma è anche un problema complesso. Ogni giorno. Ed ogni giorno abbiamo lavagne sulle quali disegniamo i problemi, li scomponiamo e ne risolviamo un pezzo alla volta.

Insomma pratichiamo il pensiero computazionale.

Anche ora che scrivo questo post lo sto facendo. Avevo un problema davanti: raccontare ai genitori cos’è il pensiero computazionale a quali strategie per implementarlo nei bambini.

Ho affrontato per piccoli blocchi questo argomento. E spero di avervi portato alla comprensione 🙂

Infine come divertirci imparando?

Questa è la cosa che facciamo meglio 🙂 imparare il pensiero computazionale può essere molto divertente se usate gli strumenti giusti. E con Tinkidoo scoprirete quali. Piccoli kit di robotica educativa, giocattoli digitali connessi, attività manuali come tagliare il legno e riassemblarlo, costruire plastilina conduttiva e piccoli circuiti elettronici. Tutto questo aiuterà voi e i vostri figli a costruire un uovo rapporto con la tecnologia. E ispirare nuove generazioni di creativi digitali 🙂

Stiamo per partire con un corso dedicato a voi, solo 20 ore e un’ora di coaching personalizzata in cui potrete chiedere tutto ciò che desiderate ai nostri esperti educatori.

 

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