Usi ancora WhatsApp per comunicare con la tua classe? Ti stai lasciando scappare un’occasione.
WhatsApp è l’applicazione più utilizzata da studenti, docenti e genitori per comunicare. E’ così facile da utilizzare e versatile, che per ogni evento legato all’attività scolastica risulta sempre utile. Perchè lo abbiamo scelto come strumento di comunicazione della classe? Per pigrizia, confessiamolo. Era sullo smartphone, lo utilizzavamo già per le nostre comunicazioni private e quindi è sembrata la scelta più ovvia. Beh è giunto il momento di tornare indietro sui nostri passi.
WhatsApp non è lo strumento più adatto per comunicare con la classe (inclusi i genitori), per 2 ragioni:

  • l’identificazione di un membro del gruppo con il suo numero di telefono è troppo invasiva come scelta;
  • non promuove in nessun modo lo sviluppo di competenze digitali.

Sono certa che la prima riflessione l’avrete fatta molte volte. Forse alla seconda avete pensato meno. Ed è qui che voglio approfondire. Lo farò presentando un tool completamente diverso, ma che richiede le stesse identiche competenze per essere utilizzato.

Si chiama Slack. Nasce per comunicare negli ambienti di lavoro, per ridurre il numero della mail scambiate ogni giorno e per tenere traccia dello sviluppo dei progetti. Anche se può sembrare complesso, in fondo è uno strumento di messaggistica istantanea, una chat!

Una chat che funziona sugli smartphone, alla quale occorre essere invitati senza dovere utilizzare il proprio numero di telefono. Semplice no?


E poi Slack utilizza i canali, ovvero flussi di comunicazione dedicati ad uno specifico argomento che servono a tenere ordine nelle comunicazioni. Non serve in pratica avere più gruppi dedicati ciascuno ad un argomento, ma si creano i canali che sono tutti disponibili all’interno della App e che possono anche avere regole specifiche per l’utilizzo.

In questo esempio ho creato alcuni canali dedicati alle singole materie ed alcuni dedicati alle comunicazioni generali.

I canali hanno anche alcune funzioni molto interessanti: si possono condividere materiali e salvare link che restano a disposizione dei partecipanti alla discussione e possono essere rintracciati utilizzando lo strumento di ricerca.

In questo modo si evita, almeno in parte, di dover avere uno spazio per la condivisione come Google Drive. Ma se invece utilizzate già Drive, sarete tra quelli che, come me, apprezzano l’integrazione tra Slack e Drive.

Le comunicazioni all’interno della app possono essere pubbliche o private, rivolte a tutti o rivolte ad un singolo membro. Basta utilizzare semplici scorciatoie come # o @ per richiamare l’attenzione del destinatario della comunicazione. Anche i file possono essere condivisi con tutti o con un singolo membro del gruppo.

slack

Slack tra l’altro funziona ottimamente anche da desktop, quindi può essere ben sfruttato per i lavori di gruppo a distanza, insomma per collaborare da remoto. Chiaramente potendo sfruttare anche le video chiamate, la collaborazione a distanza risulta molto efficace.

Slack promuove a mio giudizio un modo di comunicare e di collaborare nell’ambiente classe molto interessante e contribuisce a sviluppare ed allargare le competenze digitali dei ragazzi.

Date uno sguardo al numero di applicazioni che è possibile integrare in Slack (sul loro sito) e provate solo ad immaginare quanti progetti possono essere realizzati. E saranno tutti monitorati usando Slack e condivisi con la piccola comunità della classe.